Viso e corpo

Che cos’è la body neutrality e perché dovremmo farla nostra?

body neutrality
27-10-2021
Laura Vanerio
Imparare a guardarsi e guardare con neutralità. Spostando l'attenzione dall'estetica del corpo a ciò che possiamo fare con esso. A tutte le sue ( e le nostre) possibilità. Ecco cos'è la body neutrality e perché tutte/i dovremmo farla nostra, per vivere meglio e far vivere meglio gli altri.

E se il problema di fondo non fosse tanto l’imparare ad amare a tutti costi il proprio corpo, le proprie presunte imperfezioni e/o difetti, ma piuttosto imparare a guardarle (o magari anche no) in modo neutrale? Senza negatività ma nemmeno con ostentata positività. Ma semplicemente con menefreghismo? In poche parole promuovendo e interiorizzando il concetto di body neutrality,

Se così fosse, e vedremo che lo è, sarebbe davvero tutto molto più semplice. Poiché si andrebbe a spostare l’attenzione dal corpo e dal come si presenta, verso ciò che quel corpo permette di fare. Eliminando i problemi legati all’aspetto fisico semplicemente non pensandoci. Provando un sentimento di assoluta neutralità che abbatte l’attenzione verso l’estetica superando con un balzo i passi da giganti fatti con la body positive.

Cos’è la body neutrality

Un concetto, quello della body neutrality, nato nel 2015, dalla life coach Anne Poities, che invita e punta a non focalizzarsi sulla propria e/o altrui fisicità, sulla sua valenza estetica, ma di spostare l’attenzione unicamente sulle sue funzioni.

Assumendo una visione neutrale appunto, ne negativa ma nemmeno per forza positiva. Ne dispregiativa ne amorevole. Ma super partes, esattamente a metà strada, neutrale e volto a tutt’altri aspetti. Quali? Per esempio le capacità del corpo, ciò che ci permette di fare. Dal cucinare e assaporare ciò che mangiamo, al prendere in braccio o mettere al mondo un bambino. Dal correre all’osservare. Dal ridere con le amiche al commuoversi per un film.

Qualsiasi cosa che può fare il corpo (e non solo) e che ci permette di sentire, ma che non interessa minimamente il suo aspetto e il come viene visto, da noi o dagli altri.

Body neutrality e body positive

Un approccio che di fatto abbraccia chiunque, dimostrandosi veramente inclusivo. Superando i traguardi raggiunti con la body positive (riguardo alle discriminazioni in base alla taglia portata, al colore della pelle, alle forme, all’identità di genere, alla presenza o meno di particolari che non rientrano nei canoni da sempre promossi, ecc.). E che non “obbliga” o spinge nessuno a vedersi bello per forza, ad amare a tutti i costi i propri difetti.

Concetto promosso dalla body positivity ma di fatto non elimina il rapporto a volte travagliato che si ha con il proprio corpo. Ridimensionandone il ruolo rispetto alla totalità della persona.

Poiché la chiave, non è tanto e solo amare se stessi (che è giustissimo) quanto invece amare ciò che siamo in grado e che il corpo ci permette di fare. Le sue capacità e possibilità. Fregandosene di tutto il resto. Di come appare, di come viene visto, ecc. Ma non solo.

Neutralità e consapevolezza

“Praticare” la body neutrality, significa anche aumentare la propria consapevolezza verso il corpo. Imparare ad ascoltarlo anche nelle più piccole sfumature. Rendendosi conto delle sue necessità, dal nutrirsi al riposare, dal bere a cambiare posizione mentre si lavora. Evitando di portarlo al limite, allo stress a cui spesso si è quasi obbligati ad arrivare, a seguire diete solo perché “pare” si debba fare così.

Ma scegliendo di liberarsi da questi dettami, stereotipi, modus operandi consolidati e promossi dalla società, in favore di un mood di vita che segua esattamente il proprio sentire. Indipendentemente da tutto il resto. E ovviamente senza alcun giudizio.

Da dove nasce la felicità

La body neutrality, infatti, punta molto alla soddisfazione dei propri bisogni reali e non a quelli “imposti” e consigliati dalla società. Portando, quindi, anche a una maggior connessione tra corpo e mente. Imparando a non ignorare i segnali che entrambi ci mandano ma riuscendo ad accogliersi.

Spostando l’attenzione dal binomio bellezza fisica e felicità, a quella di essere e felicità. Dove questa è data dal solo fatto di esserci e di vivere in pace e armonia con se stessi, nonostante tutto.

Come agire secondo la body neutrality

Di fatto, quindi, ciò che differenzia il (giustissimo e importantissimo) movimento della body positivity da quello della body neutrality è essenzialmente un ampliamento della visione delle cose. Dove non si deve per forza cercare di essere positivi o di amare a tutti i costi aspetti della propria fisicità che non ci piacciono o che ci limitano in qualcosa (perché anche questo sarebbe una forzatura).

body neutrality donne

Ma piuttosto imparare, cambiando il proprio modo di pensare, ad accettarsi e a concentrarsi su altro come:

  • le proprie passioni;
  • i sogni;
  • ciò che si sa o che si può fare;
  • la personalità.

E le capacità e possibilità che ci da il corpo, dal camminare, al fare sport e tenersi forma dal respirare e sentire il profumo delle foglie in autunno, al vederne i cambiamenti di colore e assaporarne i gusti.

Senza focalizzarsi o “punirsi” se non si riesce, non si può o non si vogliono “risolvere” le proprie piccole o grandi imperfezioni. Perché non sono queste a renderci felici, ma tutto quello che va oltre.

Al di là di tutto, quindi, la body neutrality invita non solo a fregarsene di come si presenta il proprio corpo ma anche di non guardarsi e non guardare gli altri tenendo conto di questo. Imparando a osservare, vedere e godere di tutto ciò che questo corpo permette di fare. Per dirne una, per esempio, lo stesso vivere.

Riproduzione riservata