Viso e corpo

Beauty sostenibile: ecco perché ne hai bisogno

Parlare di bellezza sostenibile è possibile o è solo un ossimoro? Che l'ambiente paghi il prezzo della nostra routine non è più una novità, ma è anche vero che le aziende sono le prime a scendere in campo quando si tratta di impegnarsi concretamente per un mondo migliore e meno inquinato. In occasione della Giornata Mondiale della Terra abbiamo fatto un punto della situazione, per capire cosa stiamo facendo per contribuire alla salvaguardia del nostro pianeta

Il 22 Aprile è l’Earth Day, la giornata mondiale dedicata alla terra, istituita ufficialmente nel 1970 dal senatore statunitense Gaylord Nelson e che oggi è diventato il più grande evento di sensibilizzazione volto alla tutela del nostro Pianeta. Le Nazioni Unite celebrano questa ricorrenza ogni anno, un mese e un giorno dopo l'equinozio di primavera.

Tra gli obiettivi dell'Agenda 2030 figurano città e comunità sostenibili, consumo e produzione responsabili, lotta contro il cambiamento climatico, la vita sott'acqua e la vita sulla terra, tutte tematiche coinvolgono tanto l'industria della bellezza quanto noi, che facciamo largo uso dei suoi prodotti.

In un sondaggio condotto da Nonsoloambiente.it, il 13,6% degli intervistati ritiene importante prestare attenzione all'impatto ambientale del prodotto che acquistano. “Consapevoli degli irreparabili danni fatti all’ambiente, stiamo finalmente approcciando il tema con una nuova consapevolezza. Prima ancora che alle grandi battaglie, dobbiamo iniziare a pensare a come veicolare la cultura della sostenibilità nella vita quotidiana. Solo così possiamo sperare di creare i presupposti per poi approcciare le grandi tematiche ambientali”, afferma Federico Cimbelli Head of Operations Multi Italy SpA.

Bellezza e i rifiuti: packaging e imballaggi

Ci sono brand, anche non necessariamente nati in tempi recenti, che hanno sempre avuto nel loro DNA un approccio alla bellezza sostenibile, altri invece hanno messo in atto un cambiamento radicale, più in linea con lo Zeitgeist. Secondo i dati di una ricerca condotta da UNILEVER, l’industria della bellezza produce ogni anno ben 151 miliardi di confezioni incriminate e circa il 70% dei rifiuti legati alla cosmetica proviene dal packaging. In un'ottica di contenimento rifiuti, l'approccio delle aziende è sempre più proattivo: sempre più brand scelgono di offrire ecoricariche per shampoo o detergenti mani e corpo, riuscendo così a ridurre l'impatto ambientale. Anche il make-up ha un buon numero di opzioni, magari non zero waste, ma sicuramente ingegnose, per ridurre i rifiuti, come le cialde degli ombretti e i rossetti ricaricabili. Poi ci sono casi, come quello del brand svedese Oquist, i cui prodotti sono contenuti in recipienti di terracotta, dei pezzi di design pronti ad essere riutilizzati piuttosto che cestinati. Anche nel campo della profumeria, artistica e non, il tema della sostenibilità è caldo e, sulle orme dell'avanguardista Angel di Mugler - che già nel 1992 aveva creato l'iconico flacone ricaricabile a forma di stella - è sempre più ampio il ventaglio di opzioni di fragranze refill.

Ma questa è solo la punta dell'iceberg. Il problema riguarda anche il materiale con cui sono fatti i packaging: l'utilizzo di plastica monouso sta pian piano giungendo al capolinea, lasciando il passo alla plastica riciclata piuttosto che a vetro e alluminio o PE Green e PET. Il PE Green è un materiale innovativo derivato dalla canna da zucchero, riciclabile al 100% ed ecologico, che cattura e fissa CO2 dall'atmosfera durante la sua produzione, aiutando a ridurre le emissioni di gas serra. A questo si aggiunge il problema del packaging secondario. Laddove è imprescindibile si cercano soluzioni sostenibili come carta riciclata, riciclabile e proveniente da fonti certificate, in altri casi viene ridotto ai minimi termini e in altri casi ancora viene del tutto eliminato. Un esempio virtuoso è Ringana, brand fondato nel 1966 e pioniere nell'ambito della sostenibilità. Ad imballaggi usa e getta e inquinanti, preferisce asciugamani formato ospite di cotone bio per evitare la rottura dei flaconi, che poi vengono messi in cartoni di spedizione 100 % di materiale riciclato. E le chips di imballaggio, in amido di mais, sono compostabili, si sciolgono in acqua e possono essere utilizzate come fertilizzante.

Bellezza ed emissioni di CO2: la lotta al cambiamento climatico

Ogni anno un'area di foresta pluviale delle dimensioni del New Jersey viene tagliata e distrutta come risultato diretto delle attività umane. La deforestazione irresponsabile ha portato a cambiamenti climatici, perdita di biodiversità, erosione del suolo, inondazioni: entro il 2030, potrebbe essere rimasto solo il 10% delle foreste pluviali del mondo. Con la foresta amazzonica che ora emette più CO2 di quella che è in grado di assorbire, i "polmoni del nostro pianeta" sono senza fiato. Il Parlamento Europeo ha stabilito che, per conseguire la neutralità climatica, occorrerà rafforzare le sinergie tra circolarità e riduzione dei gas a effetto serra, incentivando un'economia circolare in cui i rifiuti sono ridotti al minimo e soprattutto che siano basati sulla consapevolezza del consumatore in termini di smaltimento e riciclo.

Il Gruppo Davines è un'eccellenza italiana in questo senso. Azienda B Corp, ogni anno riduce in percentuale sempre maggiore gli imballi di plastica vergine, privilegiando alternative bio-based, trae il 99,6% dell'energia da fonti rinnovabili e, dal 2018 è Carbon Neutral, con l'obiettivo Net Zero entro il 2030. Anche le formule sono altamente biodegradabili, così che un minore bio accumulo contribuisca alla salvaguardia dell'ambiente.

Una rivoluzione è in atto da anni anche nel gruppo L'Oréal. “Abbiamo deciso di dimezzare le emissioni di CO2 entro il 2030 e di investire 10 milioni di euro in progetti per la salvaguardia ambientale con anche l'etica sociale di supportare le donne e il loro empowerment promuovendo la parità di genere nelle comunità in tutto il mondo e implementando un rigoroso programma di sostenibilità per fare la nostra parte nel passaggio verso un'economia circolare che riduca l'impatto dei nostri prodotti”, dice Delphine Viguier-Hovasse, Presidente Globale L'Oréal Paris.

Bellezza e vita sott'acqua e sulla terra

“Nonostante viviamo nel pianeta blu, soltanto il 3% dell'acqua della terra è potabile e di questo, solo l'1% si può bere. Oltre un miliardo di persone ogni giorno non può accedere a fonti di acqua fresca”, così inizia il mini documentario prodotto da Garnier in collaborazione con National Geographic. Un campanello d'allarme soprattutto per chi vive nel mondo civilizzato e dovrebbe assumere un comportamento consapevole quando si tratta di acqua. “Più di un terzo dell'acqua consumata giornalmente viene impiegata nella pulizia della persona”, dice Jenny Adler, National Geographic Explorer, “dobbiamo pensare all'uso e allo spreco di acqua giornaliero che facciamo. Una doccia di 10 minuti equivale all'emissione di 2 kg di CO2”.

Il problema dell'acqua riguarda però non solo l'acqua potabile, ma anche l'ambiente marino. Nel primo caso, l'industria della bellezza ha cercato soluzioni offrendo prodotti che richiedano un minor impiego di acqua nella produzione, come per shampoo e detergenti solidi, che fanno risparmiare circa 20 litri di acqua durante il processo produttivo, ma anche in prodotti senza risciacquo - come i balsami leave-in - aiutano a risparmiare 100 litri d'acqua per confezione.

Non dimentichiamo però che anche gli ingredienti contenuti nei prodotti giocano un ruolo cruciale. Alcuni di quelli utilizzati per la cura della pelle infatti - inclusi BHA (idrossitoluene butilato) e BHT (idrossanolo butilato), conservanti spesso presenti negli idratanti e nel trucco - sono stati associati a potenziali danni ambientali. Le creme solari che contengono sostanze dannose o potenzialmente tali per la barriera corallina sono state bandite da Palau, Hawaii e Tailandia. Gli ingredienti incriminati sono: oxybenzone, octinoxate, 4-methylbenzylidene camphor o butylparaben. Dal 1 gennaio 2023 alle Hawaii saranno proibiti anche avobenzone e l’octocrylenedue.

Bellezza e comportamenti di consumo consapevole

ll dispiego di fondi ed energie da pate delle aziende per offrire prodotti sempre migliori e con una coscienza green in costante crescita: sempre più spesso troviamo INCI snelli, puliti e con un'alta percentuale di ingredienti biodegradabili, materie prime provenienti da agricolture biologiche e non intensive, nonché una filiera produttiva controllata. Ma la responsabilità non può ricadere in toto sulle spalle delle aziende e, come consumatrici, abbiamo il dovere morale di adottare comportamenti responsabili nel quotidiano - chiudere l'acqua quando ci si lava i denti e ci insapona, evitare docce troppo lunghe e calde, e riciclare i packaging dei prodotti finiti, senza buttarli del cestino dell'indifferenziata che soggiorna in ogni bagno – e fare scelte di consumo consapevole. In questo senso ci sono anche degli intermediari che lavorano per minimizzare i nostri sforzi, sia per lo shopping online che non.

Noorbeautyshop. com: ricerca e passione per questo sito italiano che trova i migliori brand per una routine clean & safe.

Greensoulcosmetics.com: nasce sul Lago di Garda a Salò come boutique specializzata nella vendita dei migliori prodotti naturali e biologici e propone marchi organici e naturali di nicchia. INCI trasparente, cruelty free e sostenibili.

Museandheroine.com: brand di nicchia e sostenibili provenienti da tutto al mondo, con un approccio alla bellezza a 360°.

Beautyaholicshop.com: nato nel 2011, offre una selezione internazionale di brand clean & green. Ha anche una boutique a Roma.

Miin-cosmetics.it: per le fan della routine corana, qui si trovano le ultime tendenze della cosmetica, dalla cura del viso al make-up, tutti i prodotti formulati con ingredienti naturali. Le boutique sono a Barcellona, Madrid, Valencia, Milano e Monaco.

Sephora.it: che si tratti di skincare, make-up o profumi, la selezione Good For è una guida ad una scelta trasparente e consapevole. Good for you, formule con un minimo di 90% d’ingredienti d’origine naturale; Good for a better planet, packaging ecologici e/o ingredienti di derivazione sostenibile e Good for vegan, senza ingredienti d’origine animale.

Douglas.it: nel menu a tendina, alla voce “trattamento” è possibile scegliere l'opzione Cosmetica Naturale, altrimenti basta inserire Clean Beauty nella barra di ricerca per trovare

Il momento per agire è adesso.

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UFO 2, Foreo Per rallentare la crisi ecologica causata dalla deforestazione, Foreo unisce le forze con One Tree Planted e lancia la campagna "Made To Last, Not Break Fast", impegnandosi a 
piantare un albero per ogni ordine effettuato sul proprio sito web durante la Giornata della Terra 2022.
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Cleansing Balm, & other stories In vetro ricilabile al 100%. Grazie al programma di in-store recycling attivo nei propri negozi, il brand svedese si impegna a smaltire correttamente e destinare a nuovo uso i packaging dei prodotti beauty esausti. Ad incentivo, viene dato un buono sconto del 10% in cambio di contenitori vuoti. Inoltre, la nuova collezione Neon Rush è priva di packaging secondario, a testimonianza dell'impegno per diminuire il proprio impatto ambientale.
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Arcipelago EdP, Acqua dell'Elba Dal 2021, Acqua dell'Elba è diventata Società Benefit. Ha promosso iniziative come #CONILMARENELCUORE- che in pandemia ha raccolto fondi per l'ospedale dell'isola- e dal 2020 è partita TARTALOVE, una campagna per la promozione di azioni in favore delle tartarughe marine, in collaborazione con Legambiente. Inoltre, il brand è attivamente coinvolto in una serie di iniziative per il miglioramento della comunità locale e la valorizzazione del territorio, nonché nella salvaguardia dell'ambiente marino.
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April Skies EdP, Atl. Oblique Profumi vegani e cruelty-free, prodotti utilizzando solo alcool organico per la produzione di piccoli lotti. Il cellophane per imballaggio è compostabile e piantano un albero per ogni fragranza venduta.
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Crema rosa light da giorno, Dr. Hauschka (ed.lim) Da 20 anni Dr. Hauschka utilizza burro di karité (certificato biologico e fairtrade) proveniente dal Burkina Faso, dove questo ingrediente viene raccolto a mano da un collettivo di donne e da allora il prodotto viene quasi interamente lavorato all'interno del Paese, garantendo alle donne una fonte affidabile di reddito che viene investita in acqua potabile per i loro villaggi e assistenza sanitaria.
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Spray rimpolpante Elvive Hydra Hyaluronic, L'Oréal Paris Il programma Sharing Beauty With All, lanciato nel 2013, ha l’obiettivo di portare il gruppo ad avere un impatto positivo sulla comunità e sull'ambiente. Il programma identifica gli impegni di L'Oréal per il 2030 nell’ambito della sostenibilità, a partire dal design del prodotto fino alla distribuzione, compreso il processo di produzione e il reperimento di materie prime, la formazione dei dipendenti e l'impegno per la comunità.
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Mascara Lash Clash, YSL Beauty  Contiene l'estratto di Iris Florentina, proveniente dagli Ourika Community Garden in Marocco.
YSL Beauty ha annunciato il lancio di un programma globale dal titolo REWILD OUR EARTH, in collaborazione con l'ONG globale Re:wild che
mira a tutelare e ripristinare 100.000 ettari di vegetazione entro il 2030 e di salvaguardare la biodiversità nelle aree maggiormente interessate dal cambiamento climatico, da cui provengono gli ingredienti utilizzati da YSL Beauty.
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