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Prova costume, perché dobbiamo smetterla di sentirci sbagliate: la mia esperienza

Il confronto coi social media può essere impietoso, persino per chi - come me - si ritiene un vero paladino della Body Positivity. Un contatto sano con la realtà, però, può davvero fare miracoli: ecco la mia esperienza.

A volte non è facile rendersi conto di quanto i social media possano influenzare la percezione che abbiamo di noi stessi. E, mai come in questo caso, parlo davvero per esperienza. Sì, perché è successo anche a me. Nonostante mi sforzi sempre di riconoscere i messaggi giusti, i corpi reali rispetto a quelli modificati dai filtri Instagram e, soprattutto, di non lasciarmi condizionare da quello che vedo sui social, questa volta ci sono cascata. So perfettamente che ciò che vedo scorrere nel mio feed è, molto spesso, lontano dalla realtà e che il mio valore come persona non può e non deve essere condizionato da ciò che osservo online. Consapevolezze importanti, certo, ma non così facili da mettere in pratica, specialmente quando si tratta della prova costume. Non importa quanto si possa essere sicure di sé, i social possono fare brutti scherzi. Anche ai più accaniti sostenitori della Body Positivity.

La prima prova costume: un disastro

Non avevo mai pensato di poter essere influenzata dai social, specialmente per quanto riguarda il mio aspetto. Almeno finché non è stato il momento di mettersi il costume. Lo ammetto: è stata un disastro. Non mi ero resa conto di quanto mesi passati davanti ai social network - complici anche restrizioni e lockdown - avessero influito sulla percezione che ho di me stessa. Mi sono trovata da sola, nel mio giardino, con solo Instagram a giudicarmi: il risultato è stato impietoso. Al mio corpo, infatti, sono riuscita a trovare solo ed esclusivamente difetti. In certi casi, poco importano gli anni passati a costruire la propria sicurezza: è come guardarsi in uno specchio deformante, in cui niente è come “dovrebbe essere”. Per non parlare di un ipotetico peso forma ideale. Mi sono trovata completamente invischiata nell’incapacità di vedere il mio corpo per com’era, ma solo per quello che credevo dovesse essere

Il contatto con la realtà per apprezzarsi davvero

Ci è voluto un pomeriggio con gli amici per riprendere - letteralmente - i contatti con la realtà. Uscire di casa e ritrovarmi, finalmente, a contatto con persone vere e corpi reali è stato come “uscire da una caverna”. Ho riscoperto la normalità della mia fisicità, riuscendo a uscire dal bozzolo di insicurezza e poca stima per me stessa in cui mi stavo avvolgendo. Fare paragoni è diventato superfluo, inutile: vedere ragazze e ragazzi disinvolti nei propri panni è stata la migliore medicina. Il confronto con la varietà di fisicità ha messo in evidenza l’assoluta normalità del mio corpo. Ed è stato proprio attraverso il confronto con gli altri che mi sono resa conto di essere piena di pregi e difetti, esattamente come ogni altra persona sulla riva del lago. È stata una vera e propria illuminazione, che mi ha fatto ritornare il sorriso e, soprattutto, mi ha consentito di apprezzare il mio corpo in ogni più piccolo dettaglio, chili di troppo compresi.  

E adesso? Nuove consapevolezze dopo la prova costume

Posso dire di essere finalmente immune alle lusinghe dei social? Probabilmente no, ma mi sento molto più sicura di me. Paradossalmente, è stato il confronto con la realtà ad aiutarmi a trovare un nuovo modo di vedere me stessa. Accanto a ragazze e ragazzi veri, mi sono finalmente perdonata la leggera ritenzione idrica che, ogni tanto, fa capolino sulle mie cosce e persino i rotolini che appaiono sulla mia pancia quando mi siedo. Ed è stato proprio mentre trovavo il modo di essere più indulgente con me stessa che mi sono resa conto di quanto la combinazione tra il rimanere soli e i social sia deleteria e possa davvero alterare il modo in cui guardiamo noi stessi. Confrontarsi con la realtà parallela e ingannevole dei social, infatti, restituisce una verità distorta. E che non rende giustizia al nostro valore come persone. O al nostro corpo che, tra i tanti difetti che possiamo trovargli, ha sicuramente il grande pregio di permetterci di godere di un pomeriggio sotto il sole. Senza paranoie. 

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