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Trucco per l’uomo: a che punto siamo con il superamento dei tabù?

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Per la prima volta da secoli il trucco uomo sta tornando a essere normale, accettato, lontano da qualsiasi tabù. Sono sempre di più, infatti, i ragazzi che si avvicinano al mondo del makeup sperimentando con smalto, ombretto e rossetto. E rendendo, finalmente, il trucco anche una questione da uomini.

“Non avrei mai pensato di potermi vedere e sentire totalmente uomo anche da truccato”. Esordisce così @caspisan – alias Ethan Caspani – su Instagram, ricordandoci in pochissime parole quanto il trucco uomo sia ancora lontano dall’essere un brillante esempio di normalità. Almeno nel 2021. Un paradosso, considerando che il makeup è stato per secoli un vezzo maschile quanto femminile. La realtà, infatti, è che il trucco non è mai stato essere legato al genere, ma semplicemente arte ed espressione di sé. La bellezza è genderless e il trucco uomo un modo unico e meraviglioso di abbattere ogni tipo di confine e convenzione, senza perdere di vista la propria personalità (e senza dimenticare la skincare per lui, per una resa perfetta). Perché, come racconta Ethan nel suo post, “mi sono sentito un uomo figo, non ho sentito venir meno la mia mascolinità”. E non occorre che sia il Pride Month a legittimare la volontà di utilizzare il trucco: il makeup è per tutti, sempre.

Storia del trucco uomo, dagli antichi egizi ai divi di Hollywood

Il trucco gioca un ruolo fondamentale sin dall’Antico Egitto, epoca in cui rappresentava la perfetta incarnazione della mascolinità. Gli uomini, infatti, erano soliti utilizzare dei pigmenti neri per creare dei cat-eye ante litteram. Nessuna vanità: lo scopo era comunicare il proprio status. I romani, invece, avevano l’abitudine di colorare le guance con un pigmento rosso e dipingere le unghie. Secoli dopo, poi, gli uomini dell’Inghilterra elisabettiana iniziarono a schiarire il viso con delle polveri bianche, secondo la moda del tempo. E come dimenticare le parrucche stravaganti e i nei appositamente disegnati per vanto alla corte di Francia del XVIII secolo? Persino qualche secolo dopo, nella Hollywood degli anni Trenta, utilizzare il makeup era assolutamente normale per gli uomini: il look impeccabile di Clark Gable è stato, forse, il primo esempio moderno di metrosessualità. Insomma, la storia parla chiaro: il trucco non è mai stato una questione di genere.

Lo spirito artistico del makeup maschile

A consacrare il trucco uomo nel XX secolo furono gli anni settanta e ottanta e, naturalmente, i divi del rock. David Bowie, Prince, Boy George e Freddy Mercury sono solo alcuni degli uomini che fecero del makeup un tratto artistico distintivo, che non intaccava la loro mascolinità, ma anzi, esaltava la loro personalità. Lentamente, il trucco divenne davvero un affare da uomini: a partire dal 1967, infatti, gli uomini si avvicinarono alla bellezza e al trucco, diventando makeup artist. Purtroppo, però, il trucco maschile rimase legato all’ambiente dell’arte e delle sottoculture musicali almeno fino agli anni 2000. Basti pensare a Pete Wentz, Jared Leto e Adam Lambert e ai loro occhi sempre cerchiati da un velo di matita nera, unici esempi sul red carpet e sulle strade. Il trucco era semplicemente un elemento rappresentativo, che li identificava non solo come artisti, ma anche come appartenenti al punk-rock. La normalizzazione di un makeup da uomo – o meglio ancora genderless – era ancora molto lontana.

Trucco uomo: come si è evoluto?

L’avvento dei social media ha cambiato drasticamente il ruolo del trucco da uomo nella società. Grazie a Instagram, infatti, il makeup maschile ha potuto uscire dall’oscurità delle sottoculture e diventare il protagonista di un’estatica nuova, senza confini. Un cambiamento drastico: da ausilio per la creazioni di personaggi sullo schermo, il trucco uomo è diventato progressivamente parte della vita quotidiana. Nacquero così le prime collezioni trucco uomo, dedicate a una bellezza più quotidiana, adatte a correggere le imperfezioni, illuminare la carnagione e valorizzare il viso. Missione compiuta? Non proprio. L’obbiettivo è ancora lontano e gli uomini che desiderano truccarsi sono ancora considerati una stranezza innaturale, una forzatura.

Perché il makeup maschile oggi è un tabù? 

Apparentemente, è la virilità a essere particolarmente minacciata dal makeup, quasi come se il trucco su un uomo potesse renderlo improvvisamente inferiore. È lo stretto legame con il mondo femminile a rendere il makeup qualcosa di tanto abominevole? Forse. In ogni caso, si tratta di una visione completamente distorta del trucco, che non ha nulla a che vedere con la femminilità, ma solo con il sentirsi bene nella propria pelle, avendo la possibilità di essere chiunque si voglia. L’obbiettivo, infatti, non è solo rendere accettabile per un uomo correggere le proprie occhiaie con il trucco, ma dare la possibilità ad ognuno di divertirsi con ombretti, eyeliner e rossetti. Senza limiti di genere. 

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