Beauty influencer, è il momento dei Micro creator

Sui social il beauty è sempre più un mezzo per esprimere la propria creatività e parlare di inclusività e sostenibilità. I creator più influenti? Quelli con meno di 30mila follower. Lo rileva una ricerca di Buzzoole sull'Influencer Marketing

Instagram rappresenta sempre più una fonte d'ispirazione per gli acquisti beauty. E fin qui nulla di nuovo. La novità riguarda invece il "tipo" di creator che domina la scena: non più le star dei social con 200k di follower (che costituiscono solo il 5% del totale). A vincere sono i Novice e i Micro creator (con 10k-30k follower). Nell'ultimo anno sono cresciuti così tanto fino a coprire quasi 7 contenuti su 10 (i numeri parlano di oltre 845.000 in tutto tra post, reel, IG TV, IG story). È quanto emerge da una ricerca sull'Influencer Marketing condotta da Buzzoole, martech company specializzata in tecnologie e servizi per l’Influencer Marketing. L’analisi si basa su un database di oltre 2 milioni di profili e 250 milioni di contenuti monitorati a livello globale dalla piattaforma Buzzoole Discovery.

I temi ricorrenti? Anche se nei post si parla di beauty, o forse soprattutto per questo, la maggior parte dei post segue un filo conduttore, che comprende cioè le tre parole chiave del 2021: inclusività, sostenibilità e creatività.

In generale, il maggiore tempo a disposizione durante il lockdown e le chiusure di parrucchieri e centri estetici hanno spinto gli Italiani a condividere sui social più contenuti beauty. Le tematiche più affrontate sono state diversity e sostenibilità applicate allo skincare ed haircare. L’interesse maggiore verso la sostenibilità ha portato alla creazione di contenuti do it yourself per la realizzazione di prodotti naturali home-made come maschere per il viso e scrub per il corpo, utilizzando ingredienti che si trovano facilmente in casa.

La maggiore attenzione per lo skincare ha portato, inoltre, gli utenti a condividere la propria beauty routine, consigliando principalmente prodotti coreani e creme per combattere il “Maskne” causato dalla mascherina.

Vincenzo Cosenza, direttore marketing di Buzzoole, commenta così: “I brand devono puntare su una platea eterogenea di influencer e non soltanto sui top creators. Ad oggi, infatti, non esistono più soltanto make-up artist e appassionati di cosmesi ma anche creator che utilizzano il beauty come forma creativa e di uguaglianza sociale, come ad esempio i diversity influencer che utilizzano la cosmesi come mezzo per esprimere la propria libertà e per promuovere l’idea di bellezza inclusiva”.

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