Trucco

Storia del rossetto rosso: perché è un simbolo di empowerment femminile

07-03-2022
Potente, affascinante e imperdibile: dietro al rossetto rosso c'è una storia che riporta alla forza delle donne e alla loro voglia di abbattere qualsiasi barriera e ostruzione.

Quando si pensa al make-up e al trucco è impossibile non menzionarlo: il red lipstick rosso è un vero status symbol. Ma qual è la storia del rossetto rosso e come può essere che un semplice colore, spesso ricollegato a moti di vanità e leggerezza, sia oggi un simbolo dell’empowerment e della forza delle donne che, oggi più che mai, rivendicano il loro posto in un mondo, ancora oggi, eccessivamente man oriented?

Perché se anche senza trucco ogni donna ha qualcosa da raccontare, non è detto che sia necessario rinunciare a qualsiasi tipo di abbellimento per sentirsi ancora più forti.

Le origini del rossetto rosso

È arrivato il momento di riapre il Sussidiario e andare indietro tra le pagine e sulla linea del tempo (te la ricordi?). Perché per parlare di rossetto rosso bisogna arrivare fino al 3500 a.C. in Mesopotamia meridionale: anche se il motivo è al momento sconosciuto è qui che si vedono le prime tracce di rossetto e, nello specifico, di quello rosso. Alcune pietre, con questa sfumatura calda e intensa, vennero frantumante e lavorate per poi diventare colori per impreziosire e colorare le labbra. Un vero salto nel futuro.

Un gesto di bellezza prezioso che venne tramandato fino ad arrivare agli Egizi (per alcuni veri e propri inventori del rossetto). È noto infatti che, Cleopatra, tra le sue coccole di bellezza non disdegnasse mai una passata di rossetto che, a quest’epoca, veniva creato schiacciando insetti e miscelandoli a cere e oli.

Nonostante fosse solo un vezzo femminile, le labbra rosse erano spesso associate a donne moralmente dubbie: scortesi, sessualmente amorali, persino eretiche. Tanto che nel Medioevo, le labbra vennero viste come un segno di commistione con il diavolo. Un periodo non semplice per questo oggetto di bellezza che, nonostante tutto, riuscì a diventare uno status durante il regno della regina Elisabetta I d’Inghilterra e nel Settecento nella corte francese dove indossarlo era simbolo di nobiltà.

Da simbolo di bellezza a simbolo di lotta

Sensuale e civettuolo: da sempre l’uso del rossetto rosso ha avuto un’importanza sociale che portava con sé una moltitudine di significati. A seconda del luogo e del secolo, l’affermazione visiva era un segnale di seduzione, una dichiarazione di stato sociale, una dimostrazione di ricchezza o un’indicazione di fiducia. 

Un colore forte e d’impatto che di certo non passava inosservato e che, con il passare del tempo, è diventato qualcosa di “troppo”, di eccessivo, di troppo visivo e segno di resistenza e protesta.

Un vero simbolo delle donne che iniziarono a usarlo per dimostrare al mondo la loro presenza e la loro forza nascosta. Tra gli detrattori del rossetto rosso, ad esempio, ci fu Adolf Hitler che lo vedeva come una minaccia. E proprio per questo motivo il prodotto divenne divenne un segno di patriottismo e una dichiarazione contro il fascismo

Il rossetto rosso, le Suffragette e Elizabeth Arden

Tra i movimenti più importanti che lasciarono il segno nella storia dei diritti delle donne, vi sono le Suffragette. Un movimento nato a inizio ‘900 che portò una vera e propria rivoluzione che uso il rossetto rosso per destabilizzare e richiamare l’attenzione.

Queste donne, che marciarono per ottenere l’attenzione per la parità di diritti compreso il diritto di voto, per guadagnare più notorietà e attenzione iniziarono a indossare la lacca rosso fuoco agli eventi pubblici

Un’icona di emancipazione e indipendenza considerato scandaloso e sovversivo, tanto da definire le donne che lo indossavano “moralmente carenti”. Chi l’avrebbe mai detto che un solo prodotto di bellezza, oggi considerato normale e indossato from9to9 potesse diventare un vero e proprio segno di sfida verso una società basata solo ed esclusivamente sui diritti degli uomini.

Merito anche della celeberrima Elizabeth Arden che distribuì migliaia di rossetti durante la lunga marcia delle suffragette sulla Fifth Avenue a New York. A quel punto, il rossetto rosso diventò non solo un simbolo della liberazione delle donne, ma anche di ribellione: un modo per dichiarare indipendenza dalle stratificazioni sociali che limitavano il sesso femminile.  

Il rossetto rosso oggi

Parlare di storia del rossetto rosso non vuol dire parlare solo del passato, ma anche di eventi decisamente più recenti. Come le labbra scarlatte orgogliosamente sfoggiate dalla “Lady di ferro” Margaret Thatcher, Primo Ministro del Regno Unito, discussa, criticata ma passata alla storia per la sua fibra indissolubile.

O nel 2018, quando uomini e donne del Nicaragua lo indossarono in segno di protesta durante la battaglia per il rilascio di tutti i manifestanti antigovernativi incarcerati ingiustamente. Un gesto che fu ispirato proprio da una donna, l’attivista Marlén Chow, che affrontò tutti i duri interrogatori senza paura e portando sempre labbra vermiglio.

Da non dimenticare anche il 2019 dove il rosso fu emblema di protesta in Cile dove l’attenzione su violenze e stupri a danni delle donne era sempre minore e i casi sempre più alte. Migliaia e migliaia di donne scesero in piazza con una benda sugli occhi e il rossetto sulle labbra: un segno di forza, potere e impossibile da non vedere.

Fino a Alexandria Ocasio-Cortez che non ha mai nascosto la sua femminilità e ha sempre portato con grande fierezza il rossetto in tutte le sue sfumature, dal rosso tiziano al mattone passando per il carminio.

Il packaging del rossetto

Banale parlare del formato e del packaging del rossetto? Assolutamente no. Anche questo ha visto una vera e propria evoluzione negli anni e nelle ere. Partendo dagli Egizi dove veniva conservato in un semplice vasetto fino al formato attuale, quello a proiettile.

Lo stick del rossetto è infatti comunemente chiamato bullet visto che la sua forma si ispira proprio alle munizioni di pistole e fucili. Merito di James Bruce Mason Jr che ne brevettò la forma, con cappuccio e sistema di rotazione, nel 1923 trasformando questo prodotto beauty da teoletta in un vero e proprio must have prêt-à-porter da avere sempre in borsa.

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