Viso e corpo

Autoabbronzanti: tutta la verità

Autoabbronzante
21-04-2014
Laura D'Orsi

Cattivo odore, macchie, colorito arancione. Dimentica tutto: i nuovi selftan assicurano il bello del sole senza danni per la pelle

 

 

Se la tua abbronzatura è virtuale, quando vai al mare non dimenticarti di applicare un buon filtro

Se la tua abbronzatura è virtuale, quando vai al mare non dimenticarti di applicare un buon filtro solare.

La pelle è colorata, ma indifesa dagli attacchi degli UV. Proprio come quando è pallida.

È innocuo per l’epidermide

VERO

Il principio base di tutti i self tan è il DHA (diidrossiacetone) che non è tossico né allergizzante. «È un estratto naturale della canna da zucchero che, reagendo con gli aminoacidi dello strato superficiale della pelle, provoca la formazione di sostanze chiamate melanoidine che danno alla cute un aspetto abbronzato» spiega la dermatologa Magda Belmontesi.

Una curiosità: il DHA è stato scoperto casualmente negli Stati Uniti nel 1950. Usato come dolcificante per i diabetici, ci si accorse che la loro carnagione diventava scura. La Food and Drug Administration (l’ente che vigila sulla sicurezza dei cibi e dei farmaci) lo ha approvato già nel 1973.

Ha un profumo sgradevole

FALSO

Le prime formule di self tan avevano un inconveniente: la pelle acquisiva un odore metallico spiacevole. In seguito l’aggiunta di ciclodestrine, cioè molecole che racchiudono il DHA e lo veicolano nella pelle, ha eliminato il problema.

Dà un colorito arancione

FALSO

Anche questo era un effetto collaterale delle prime formule. Poi è stato inserito l’eritrulosio, uno zucchero che crea una tonalità rosata e riduce la sfumatura gialla.

Secondo Fiona  Locke, una guru del selftanning (cura i corpi di celeb come l’attrice Olivia Wilde), la tinta arancione può essere dovuta al fatto che si usa un autoabbronzante con una percentuale di DHA troppo elevata per il proprio tipo di pelle. «Ad alcuni miei clienti posso applicare un’enorme quantità di prodotto e la loro cute la assorbe come una spugna senza diventare color carota. Per altri, invece, devo limitarmi a uno strato ultra leggero» ha dichiarato.

La soluzione? Applicare una piccola quantità di selftan per capire come reagisce la propria epidermide. Oppure utilizzare prodotti che contengono anche del pigmento verde che contrasta l’arancio, come quelli della collezione St. Tropez.

Abbronza a macchie

FALSO

«L’eritrulosio, oltre a contrastare l’effetto arancione, ha un rilascio ritardato, così l’assorbimento del cosmetico avviene in modo graduale e omogeneo, e si evita la formazione di macchie.

In genere, il massimo del colore si ottiene dopo 5-6 ore» spiega la dermatologa. E se preferisci diventare più scura, puoi applicare una seconda volta il selftan, o passarlo sulle zone rimaste più chiare.

Fa venire I punti neri

FALSO

L’autoabbronzante non fa venire i punti neri ma li può evidenziare. «Succede perché colora gli strati superficiali della pelle, così il sebo contenuto nei pori può scurirsi» spiega la dermatologa Magda Belmontesi.

Un effetto collaterale che si può limitare facendo un leggero gommage prima di applicare il prodotto.

Posso mixare il self tan con l’idratante

VERO

È una buona idea per realizzare un make up estivo, a patto che la tua crema abbia una consistenza leggera.

«Prendi 4-5 gocce di autoabbronzante, mescolale al tuo idratante e distribuisci su viso e collo. In questo modo apparirai appena più scura rispetto al tuo colore naturale. Poi aspetta qualche ora per vedere il risultato e, se serve, rifinisci con una cipria effetto bronze» consiglia Massimiliano della Maggesa, international make up artist.

Se lo metto dopo l’olio agisce meglio

FALSO

I prodotti a base oleosa, ma anche le creme troppo grasse, interferiscono con l’assorbimento del DHA. Fanno da barriera tra l’autoabbronzante e lo strato superiore della pelle riducendo l’effetto del selftan.

Meredith Baraf, che abbronza le modelle del marchio di lingerie Victoria’s Secret, ha una regola: lo applica subito dopo uno scrub dolce senza stendere l’idratante corpo. Sì, invece, a un po’ di burro di karité sui punti in cui l’epidermide è più spessa come caviglie, gomiti e ginocchia. Così non si scuriscono troppo.

L’abbronzatura finta protegge come quella vera

FALSO

Gli autoabbronzanti non stimolano la produzione di melanina e il colorito scuro della pelle non protegge dalle radiazioni solari, a differenza di quanto avviene per l’abbronzatura vera e propria.

Autoabbronzanti per il corpo

Monodose
Self Tanning Glove di Comodynes (3 pezzi 13,40 euro, in farmacia) è una manopola imbevuta della giusta quantità di prodotto: la passi sul corpo e dopo poche ore sei abbronzata.

Antietà
Nel cocktail di Gel Auto-Abbronzante Corpo di Biotherm (25,20 euro), olio di albicocca che idrata la pelle e vitamina E antinvecchiamento.

Naturale
Racchiude olio di girasole per nutrire la pelle in profondità e succo di mango Crema Autoabbronzante Viso e Corpo di L’Erbolario (15,50 euro).

A effetto dorato
Con particelle di madreperla dorata Latte Setoso Autoabbronzante Corpo di Nuxe (20,90 euro, in farmacia) regala un colorito ultra luminoso.

Autoabbronzanti per il viso

Ultra idratante
Arricchito con acido ialuronico, Maxi Bronze Sun Drops di IncaRose (20 euro, in farmacia ed erboristeria).

In gel
Contiene anche un complesso che stimola la melanina Self Tan Beauty Week-End in Capri di Lancaster (29 euro), un gel color caramello che aggiunge subito luminosità al viso.

Da mixare
Ne bastano due gocce aggiunte al proprio trattamento abituale per avere un colorito abbronzato: Addition Concentré éclat di Clarins (25 euro).

In gocce
Agisce in meno di un’ora il concentrato Gocce Magiche Viso di Collistar, con vitamina E. Ora nel formato da 50 ml allo stesso prezzo del 30 (26,50 euro).

Riproduzione riservata