Lycia

I consigli della Cosmetologa

Com’è fatto il pelo?
24-05-2011
The Wom

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La struttura del pelo

Nel follicolo pilifero, all’interno della cute, il pelo si forma da una base bulbosa e da una papilla, che formano la radice del pelo. Si trasforma poi nel fusto che risale lungo il follicolo da cui fuoriesce, così da diventare il pelo a noi visibile.
La parte esterna è formata prevalentemente da cheratina: una proteina resistente (la stessa delle unghie), che forma una lunga fibra flessibile. Numerose fibre si riuniscono in fasci , tenuti insieme da legami incrociati di natura chimica ed elettrostatica. Tra questi ci sono  i ponti disolfuro ( S-S) sui quali agisce il meccanismo della depilazione chimica rompendoli, fino al distacco del pelo stesso.
Lo stesso meccanismo avviene nella “permanente” dei capelli, dove i ponti vengono ricostruiti in una nuova posizione (ricciolo), mentre nella depilazione si ha la loro distruzione.

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La rimozione dei peli

Per eliminare i peli superflui ci sono varie tecniche, riconducibili a due importanti momenti: la rimozione della parte visibile del pelo (fusto), la rimozione “profonda” anche della parte che si trova all’interno del follicolo pilifero (bulbo e prime fasi del fusto).
Nel primo caso si parla di depilazione, nel secondo di epilazione.
Le tecniche di depilazione sono di due tipi: “a taglio” e “chimica”. Nel primo caso si opera con un rasoio (tecnica di eliminazione della barba); nel secondo con un cosmetico (crema o altra forma) contenente sostanze chimiche in grado di spezzare il pelo e favorirne l’eliminazione.
L’epilazione è una tecnica che può essere eseguita con lo “strappo” del pelo inglobato in un substrato (ceretta) o con tecniche strumentali, non domiciliari, eseguite da uno specialista, tra cui: laser, radiofrequenza, epilatori elettrici.

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La depilazione chimica

E’ una tecnica che risale alla prima metà del 1900, grazie alla scoperta dell’acido tioglicolico, molecola in grado di spezzare i ponti disolfuro della cheratina, indebolendone la struttura fino all’eliminazione del pelo.  Nella depilazione si usano i sali di calcio in ambiente fortemente alcalino (alti valori di pH) per un tempo modulabile secondo la natura del pelo e la zona cutanea.
L’avvenuta rottura del pelo è facilmente visibile poiché la sua base assume una forma seghettata.
Tuttavia, poiché anche la cute è costituita da cheratina, è estremamente importante calibrare l’azione per agire solo sul pelo senza intaccare la pelle. I parametri applicativi sono fondamentali per una depilazione dolce e sicura: scelta della crema, spessore dello strato applicato, tempo di posa, rapidità nell’eliminazione e infine  risciacquo accurato.

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Creme “equilibrate” per una depilazione perfetta

La depilazione chimica è una tecnica assolutamente dolce e indolore, che permette una perfetta rimozione dei peli dalla superficie cutanea.
La tipologia della crema da applicare gioca tuttavia un ruolo fondamentale nel successo della depilazione:  regola infatti la capacità di stendersi in modo uniforme, senza colare, di coprire in modo perfetto la superficie del pelo, permettendo al principio attivo (tioglicolato) di agire rapidamente sulla cheratina del pelo, senza intaccare la struttura della pelle.
Una formulazione equilibrata contiene infatti oli protettivi ed emollienti oltre a sostanze attive per prevenire e lenire ogni forma di irritazione, studiandone l’applicazione nelle varie zone del corpo, anche le più delicate, o in presenza di peli particolarmente resistenti che richiedono concentrazioni più elevate di sostanza attiva e tempi di contatto più lunghi.

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L’epilazione

La tecnica della rimozione dei peli risale a migliaia di anni fa, con l’utilizzo di sostanze naturali (tra cui il miele) per inglobare e strappare i peli superflui. Una tecnica ancora oggi in uso  con le cerette o le strisce depilanti.
Il meccanismo è semplice e comporta il perfetto inglobamento del pelo in un substrato che ne permetta la rimozione profonda, fino al bulbo, dall’interno del follicolo pilifero.
Nella tecnica “a strappo” si applica una matrice cerosa (a caldo o a freddo) costituita da resine e cere di origine naturale selezionate per raggiungere plasticità e resistenza: due caratteristiche fondamentali per l’applicazione in strato omogeneo, l’inglobamento e la successiva rimozione di tutti i peli dell’area trattata.
Più dolorosa della depilazione chimica, comporta meno attenzione per la cute ma una maggior manualità.

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L’epilazione: cosa c’è di nuovo?

Sono soprattutto innovazioni di efficacia, ottenute attraverso le nuove tecniche di applicazione, facilitate da strisce modulate secondo l’area da trattare (viso, braccia,gambe, inguine, sopracciglia) e l’ arricchimento delle cere con nuovi ingredienti in grado di potenziare e affinare i metodi di strappo, favorendo l’adesione e l’inglobamento del pelo.
Sono polveri inerti micronizzate (cioè di piccolissime dimensioni) quali:  il talco, morbido e setoso, il  biossido di titanio (noto al pubblico come filtro fisico solare),  in grado di aderire al pelo o ancora l’ossido di zinco, una polvere che mitiga i fenomeni infiammatori, specie su cuti sensibili e facili all’arrossamento. L’ossido di zinco é una sostanza largamente usata, per queste sue proprietà,  nelle paste lenitive per neonati.

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Cosmetologa

Consigli della nostra Cosmetologa sulla depilazione:

Prof Carla Scesa – Chimico Cosmetologo.

Professore di “Cosmetologia” e “Chimica dei prodotti cosmetici”  presso le Università di Siena e Università Cattolica di Roma, insegna alla Scuola Internazionale di Medicina Estetica e a Master fito-cosmetici.  Ha operato in industrie cosmetiche e farmaceutiche  multinazionali  come Direttore Ricerche,  poi al Consiglio Nazionale delle Ricerche come coordinatore scientifico del “Progetto Strategico di Cosmetologia”. E’ Direttore responsabile delle testate Chemistry Today, Agro-Food Industry e HPC- Household & Personal care. E’ consulente industriale per la  Ricerca e Sviluppo di linee dermo e trico cosmetiche.

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